L’angolo della disabilità: Meno retorica, più cittadinanza.

L’angolo della disabilità: Meno retorica, più cittadinanza.
Disabilità , lo sguardo e le parole. Le parole contano.
Ma, quando si parla di disabilità , conta ancora di più lo sguardo che c’è dietro le parole.
Negli ultimi anni, infatti, la comunicazione ha compiuto passi avanti significativi.
Nel giornalismo, nelle istituzioni, nella società civile è cresciuta l’attenzione verso un
linguaggio più rispettoso della dignità delle persone.
Se ne è discusso nei giorni scorsi anche a ExpoAid a Rimini, ma alla fine dei dibattiti è emerso
con chiarezza che il nodo principale non è tanto quello linguistico.
Riguarda invece il modo in cui scegliamo di raccontare la realtà .
Troppo spesso, infatti, la narrazione della disabilità continua a oscillare tra due estremi
ugualmente riduttivi.
Da una parte la persona rappresentata come vittima, segnata dalla sofferenza e dalla fragilità ;
dall’altra l’eroe che, grazie a una straordinaria forza di volontà , riesce a superare ogni ostacolo.
Due immagini apparentemente opposte ma accomunate dallo stesso limite: fanno della
disabilità un’eccezione e finiscono per allontanarsi dalla vita reale.
La maggior parte delle persone con disabilità, in realtà, non è né vittima impotente né eroina.
Sono semplicemente donne e uomini, ragazze e ragazzi che studiano, lavorano, hanno desideri,
costruiscono progetti, tessono relazioni, cercano opportunità come tutte le altre persone e
affrontano difficoltà.
Alcune di queste difficoltà sono decisamente più grandi rispetto a quelle degli altri, ma non
possono essere queste ultime a definire interamente la persona.
Né si può parlare di disabilità come fosse un capace di tutte le
persone.
Le condizioni sono le più varie, così come la più varia, fatta di limiti e potenzialità , è la vita di
ognuno di noi.
La prima sfida della comunicazione, allora, dovrebbe essere proprio questa: raccontare la
della disabilità .
Che non significa negare gli ostacoli, ma contribuire a spostare l’attenzione su ciò che può essere
fatto per rimuoverli e consentire a ciascuno di partecipare pienamente alla vita sociale.
Lo sport paralimpico offre un esempio particolarmente efficace per intendersi.
Per anni gli atleti paralimpici sono stati raccontati soprattutto come persone capaci di .
Eppure, un campione paralimpico non è un campione perché ha sconfitto la propria condizione.
È un campione perché eccelle nel proprio sport.
Uno sciatore paralimpico non vince contro la disabilità : è il migliore del mondo in una gara di
sci nella quale può competere grazie alla rimozione di alcune barriere che ne avrebbero
impedito la partecipazione.
La differenza può apparire sottile, ma cambia radicalmente il significato del racconto: lui è un
campione da celebrare per i risultati ottenuti grazie alle sue doti e al suo impegno, com’è sempre
per ogni atleta.
Ma la nostra attenzione deve andare soprattutto agli accorgimenti tecnici e ai comportamenti
umani che hanno permesso che potesse sciare in libertà e con spirito agonistico.
Affinché altri, auspicabilmente tutti gli altri nella sua condizione, possano fare altrettanto.
E qui si apre un’altra questione, ancora più importante.
L’informazione dovrebbe parlare molto di più dei diritti delle persone con disabilità .
Non limitarsi alla narrazione più o meno compiaciuta delle storie individuali, ma partire da esse
per arrivare alle questioni collettive.
Un tempo si sarebbe detto: passare dal personale al .
I media trovano spesso spazio, infatti, per raccontare il giovane con disabilità che si laurea,
l’atleta che conquista una medaglia, il lavoratore che trova un impiego.
Molto meno frequentemente raccontano le battaglie per l’accessibilità , per l’inclusione
scolastica, per il diritto al lavoro, per l’autonomia abitativa, per una mobilità davvero
accessibile, per servizi adeguati alle famiglie.
Eppure, sono queste le questioni che incidono concretamente sulla vita quotidiana di milioni di
persone.
Quando si parla di diritti dei lavoratori, delle donne o dei minori nessuno pensa siano temi di
nicchia.
Lo stesso dovrebbe valere per la disabilità .
Non stiamo parlando di una categoria separata dalla società , ma di cittadini.
E i loro diritti sono parte integrante dei diritti di tutti.
A cominciare da quello di nascere, di essere curati, di non essere a loro stessi,
né che a decidere tutto per loro siano altri.
Il fatto che non possano godere a pieno di questi diritti è una ferita che riguarda ogni cittadino.
Per questo il giornalismo è chiamato a compiere un ulteriore passo avanti.
Passare dal racconto della disabilità come fatto eccezionale al racconto della cittadinanza delle
persone con disabilità .
Meno enfasi sull’eccezionalità e più attenzione alla quotidianità .
Meno storie costruite sulla commozione e più attenzione agli ostacoli che ancora limitano la
partecipazione sociale.
Meno retorica e più diritti.
È un esercizio che tutti dobbiamo imparare a compiere, sempre.
In fondo, il linguaggio giusto non è semplicemente quello che utilizza le parole corrette.
È quello che restituisce alle persone la loro complessità , la loro dignità e la loro piena
appartenenza alla comunità .
Una buona comunicazione non crea eroi né vittime.
Riconosce cittadini.
E non è una da poco.
Fonte: Avvenire del 7 luglio 2026
Supplemento al notiziario UICI Bergamo del 13 luglio 2026.
Leggere le formule di excel con i comandi di Jaws.
Le formule determinano il modo in cui vengono calcolati i valori in Excel. Quando vi spostate ad una cella
contenente un calcolo, JAWS legge il risultato del calcolo e annuncia la presenza di una formula.
Potete anche usare i comandi di JAWS per leggere la formula invece del risultato del calcolo. Questo vi aiuta
ad essere più precisi, specialmente quando dovete controllare la presenza di errori o verificare la correttezza
del risultato. Potrete anche sentire esattamente come è strutturata la formula.
Per leggere la formula alla cella corrente utilizzando i comandi di JAWS:
1. Premete Ctrl + Tasto JAWS + F2 Il tasto JAWS è Insert se state usando il layout Desktop, e Caps
Lock se invece state usando il layout Laptop.
2. Questo comando visualizza la formula contenuta nella cella, non solo il valore calcolato.
3. Tenete premuto Tasto JAWS + Ctrl , quindi premete F2 due volte velocemente per visualizzare la
formula nel Visualizzatore virtuale di JAWS, dove potrete rivederla nel dettaglio utilizzando i tasti
Freccia e i comandi di lettura.
4. Premete Esc per uscire dal visualizzatore virtuale e tornare al foglio di calcolo.
5. Dopo aver visualizzato una formula, potrete modificarla premendo F2. Questo è un comando di Excel
che vi mette in modalità di modifica per la cella corrente, da dove potete spostarvi usando freccia
Destra o Freccia sinistra e apportare modifiche.
6. Premete F2 per uscire dalla modalità di modifica rimanendo all’interno della cella corrente, oppure
Invio per uscire dalla modalità di modifica e spostarvi alla cella successiva della colonna corrente.